Le 5 canzoni imbarazzanti ma famosissime di Sanremo

 

Martedì sera è iniziato il 68esimo Festival della canzone italiana di Sanremo e come ogni anno già impazzano le polemiche di plagio e le canzoni vanno dalle più strane alle più melense, ciò che non manca mai sono i momenti trash; dopo sole due puntate sono già molti i momenti memorabili sia degli ospiti che dei presentatori ma nonostante questo è opinione comune che il Direttore Artistico Claudio Baglioni, coadiuvato nella presentazione dalla splendida Michelle Hunziker e dal bravissimo Pierfrancesco Favino, abbia avuto successo nel suo obiettivo principale: la musica al centro di tutto.

In particolare però, mi voglio soffermare sui momenti trash durante le esibizioni degli artisti, che spesso lo diventano in maniera goffa e involontaria (vedi la Bertè con Fargetta e D’Alessio nel 2012), altre volte in maniera intenzionale (vedi Gabbani l’anno scorso o il gruppo de Lo stato sociale due sere fa).

Eiffel 65 – Quelli che non hanno età (2003)

Ok, lo so, amiamo tutti gli Eiffel, sopratutto quelli della mia generazione anni ’90.

E tutto sommato la maggior parte di noi apprezza anche questa canzone: ricordo perfettamente quando in classe alla scuola media volevamo tutti che vincessero loro e davamo dei vecchi a chi li criticava cosi aspramente.

Ecco, ora sono vecchio e devo ammettere che autotune e tastiera elettronica erano totalmente fuori contesto, così come il loro look.

Fiorello – Finalmente tu (1995)

Questo è un pezzone e chi ama Max Pezzali – o meglio gli 883 – sa bene di cosa parliamo.

Il problema è che Fiorello quella sera sbaglia tutto: la prende molto molto bassa in partenza e non riesce più ad uscirne stonando parecchio e andando fuori tempo durante l’esibizione, non riuscendo a mascherare per niente l’imbarazzo.

Jalisse – Fiumi di parole (1997)

Viene solo da dire LOL, anche se oggi non si usa più. I Jalisse sono marito e moglie, vengono dal nulla, come siano entrati a far parte dei Big è un argomento che viene dibattuto nelle stanze del potere ancora oggi. Fanno praticamente Listen to your Heart dei Roxette con la stessa formula voce femminile, chitarra e cori maschili.

Paola e Chiara – Amici come prima (1997)

Sempre nel 1997, un momento di quelli che restano nel cuore. Due sorelle (mora e bionda) cantano e si muovono all’unisono. Si guardano, sembra quasi che vogliano flirtare tra di loro, cosa che che ci porterebbe sulla luna del sogno erotico adolescenziale. Sono Paola e Chiara Iezzi, che nel corso della loro carriera si daranno anche ai videoclip con le minne al vento, spargendo benzina sul fuoco della perversione. Un po’ come vedere Cersei e Jamie Lannister che cantano insieme. Ci siamo capiti, via. In ogni caso, il pezzo è genuinamente strepitoso.

Valerio Scanu – Per tutte le volte che (2010)

Arriva Scanu, il Lady Oscar moro e incanta Sanremo con un pezzo talmente brutto da diventare un instant classic. Ma prima di parlare di lui, ricordiamoci che durante l’edizione della Clerici, il maestro Sabiu ruba un pezzo di Hoppìpolla dei Sigur Ros e lo rivende come sigla di Sanremo, poi viene sgamato e dice “Eh oh, sono tributi”. Sì, certo. Torniamo a Scanu: “Come se un giorno freddo in pieno inverno, nudi non avessimo poi tanto freddo perché noi, coperti sotto il mare, a far l’amore in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo, l’universo che ci insegue ma ormai siamo irraggiungibili…” Basta così.

 

Fonte: dailybest

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